
Un libro agilissimo e snello, chiaro, davvero interessante e necessario. Basta dare un’occhiata ai titoli dei paragrafi – “L’amicizia”, “La scuola”, “Il padre”, “La madre postmoderna” – per comprendere che i temi trattati sono importanti.
Gustavo Pietropolli Charmet è un noto psicoterapeuta italiano, esperto dell’età dello sviluppo e dell’adolescenza. In questo saggio non considera gli adolescenti come “fragili” – anche se vengono sempre più spesso definiti così – ma intelligenti in un modo nuovo rispetto alle generazioni che li hanno preceduti. Sono cioè una risorsa viva da ascoltare e da cui imparare, perché hanno qualcosa da insegnarci sugli strumenti di adattamento che mettono in campo in relazione alla crisi della scuola, ai nuovi modelli di genitorialità, a una concezione dell’identità sempre più fluida.
Gli adolescenti e i giovani adulti sono cioè i veri esploratori di un mondo diverso, nei confronti del quale i nostri schemi mentali risultano spesso inadeguati. Certo, la generazione adulta non è da buttar via, perché nonostante i “i giovani neghino di aver bisogno degli adulti, in realtà, sotto sotto, li cercano. Ma ecco il punto: i giovani cercano adulti veramente competenti”, si potrebbe dire esistenzialmente competenti, e disposti a raccontarsi con passione e senza infingimenti sul modo che hanno trovato per vivere. Dal libro emerge così una considerazione essenziale: l’incontro tra giovani e adulti, anche anziani, avviene se siamo disposti a confrontarci sul cuore autentico della vita e sul modo di stare al mondo. A questo proposito da segnalare proprio l’ultimo capitolo, L’ “arca generazionale”, dedicato proprio a una possibile ideazione di uno spazio di cooperazione e co-progettazione tra giovani e anziani.
